giovedì 1 novembre 2012

Pierre Puvis de Chavannes

Pierre Puvis de Chavennes, "Il sogno"
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Pierre Puvis de Chavannes (Lione 1824 - Parigi 1898) è stato un pittore simbolista francese. Nato da una famiglia di origini nobili, Puvis de Chavannes iniziò i suoi studi al College di Amiens per poi frequentare il Liceo Enrico IV di Parigi. Colpito da una seria malattia, fu costretto ad interrompere gli studi e cominciò a seguire il padre (un ingegnere minerario) nei suoi spostamenti professionali. Dopo un soggiorno in Italia prese la decisione di diventare pittore e iniziò a studiare sotto la guida dell'artista francese Eugène Delacroix e, in seguito, sotto quella di Thomas Couture, pittore divenuto famoso per le sue opere di carattere storico. Dopo alcuni anni di anonimato, la sua fama crebbe a dismisura allorquando il governo francese acquistò una delle sue opere. Divenuto uno tra i pittori francesi più acclamati, strinse amicizie importanti con artisti insigni tra i quali i poeti Paul Verlaine e Stéphane Mallarmé. Nel 1890 fondò insieme ad altri artisti la "Société Nationale des Beaux-Arts divenedone poi il primo presidente. Morì non ancora settantaquattrenne e subito dopo la sua scomparsa fu considerato uno dei precursori delle avanguardie pittoriche del primo Novecento. Le sue opere vedono spesso al centro dell'attenzione i personaggi dell'antichità, della religione cristiana e del popolo più umile; il suo simbolismo è a volte lampante e a volte più celato, ma sempre e comunque di alto valore poetico. Tra le sue tele migliori si ricordano: La Morte e le fanciulle (1872), La Speranza (1872), Il Sogno (1873), Fanciulle in riva al mare (1879), Il povero pescatore (1881). Ecco qui sotto un elenco di quadri del pittore simbolista francese.



Allegory of Life (1873)
Le ballon (1870)
The Bathers (1890)
The Beheading of Saint John the Baptist (1869)
Le berger (1887)
Le Bois sacré cher aux arts et aux muses (1884)
La Charité (1894)
Concordia (1861)
Death and the Maidens (1872)
L'Espérance (1871-1872)
L'Espérance (1872)
L'Eté (1873)
La Fantaisie
The fisherman's family
L'Histoire (1866)
The Imagination
Inter Artes et Naturam (1888)
Jeunes filles au bord de la mer (1879)
La jeune mère (1887)
Jeune noir à l'épée (1850)
The Legendary Saints of France (1877-1878)
La Liseuse (1885-1887)
A Maid combing a Woman's Hair (1883)
Mary Magdalene at St. Baume (1869)
Orphée (1883)
Paolo et Francesca (1867)
Le pauvre pêcheur, esquisse (1881)
Peace (1867)
La Pêcheuse
Le pigeon (1871)
The Poor Fisherman (1881)
Portrait de l'artiste (1887)
Portrait of the Painter Prevost (1895)
The Prodigal Son (1879)
The Reaper
Le Recueillement (1866)
Rest (1863)
Le rêve (1883)
Saint Geneviève as a Child in Prayer (1876)
Saint Sébastien
Sainte Geneviève ravitaillant Paris (1893-1898)
Le Sommeil (1867)
Thomas-Alfred Jones (1851)
La toilette (1883)
La Vigilance (1866)
A Vision of Antiquity - Symbol of Form (1887-1889)
Vue sur le château de Versailles et l'Orangerie (1871)
War (1867)
Woman on the Beach (1887)
Work (1863)

giovedì 23 agosto 2012

Lucien Lévy-Dhurmer

Lucien Lévy-Dhurmer, "La Femme à la Médaille ou Mystére"
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Lucien Lévy-Dhurmer (Algeri 1865 - Le Vésinet 1953) è stato un pittore simbolista francese. Nato da una famiglia ebrea in Algeria, presto si trasferì a Parigi dove iniziò a studiare disegno e scultura; la prima esibizione dei suoi lavori ebbe luogo al Salone di Parigi nel 1882, in quest'occasione presentò al pubblico una grande targa in ceramica. Svolse quindi l'attività del decoratore e di ceramista per alcuni anni, poi fu direttore artistico presso il laboratorio d'arti applicate di Clément Massier. A trent'anni lasciò Parigi per dedicarsi interamente alla pittura; visitò così l'Italia dove venne a diretta conoscenza dell'arte rinascimentale. Nel 1896 esibì i suoi pastelli e le sue tele usando per la prima volta il cognome Lévy-Dhurmer (il secondo cognome è una parte di quello della madre: Goldhurmer) e dimostrando la sua simpatia verso l'arte dei preraffaelliti; negli anni successivi la fama dell'artista francese crebbe velocemente e il suo particolarissimo stile pittorico fu lodato da insigni critici, i quali apprezzavano e mettevano in risalto l'aura malinconica delle tele di Lévy-Dhurmer. A partire dall'inizio del XX secolo nelle sue tele si notano elementi sempre più frequenti che lo avvicinano alla corrente simbolista. Nel 1914 si sposò con Emmy Fournier, già editrice di un famoso giornale femminista: "Le Fronde". Negli ultimi anni della sua imponente attività pittorica, Lévy-Dhurmer si concentrò maggiormente sui soggetti paesaggistici, mostrando una certa simpatia verso l'opera di Whistler e di Monet. La tipicità della pittura di Lévy-Dhurmer sta nelle immancabili sfocature che imprimono alle immagini dipinte una sorta d'indeterminatezza misteriosa e, alcune volte, mistica. Tra le tele migliori del pittore francese si ricordano: Ritratto di Georges Rodenbach (1895), Il Silenzio (1895), La Donna con la Medaglia o "Mistero" e Bruges - Effetto Neve (1900). Ecco di seguito un elenco di opere pittoriche di Lévy-Dhurmer.
 

 
La 7ème symphonie - Beethoven
Alfred-Philippe Roll (1913)
Appassionata - Beethoven (1906)
Après-midi d'un Faune
Armonía en azul (1906)
Automne
Automne II
Autoportrait (1925)
Les aveugles à Tanger (1901)
Beautés de Marrakech (1930)
La Bourrasque (1896)
Bourrasque (1897)
Bruges. Snow Effect (1900)
Costantinople - The harbor, evening
The Dancer
Danae
Deux jeunes filles en une seule
Dolomites (1900)
Eden (1899)
Eden: Passion (1899)
Eve (1896)
Eve after temptation in the garden of eden
Eve before temptation in the garden of eden
L’explorateur perdu (1896)
La Femme à la Médaille ou Mystére (1896)
Femmes en promenade
Feux d'artifice à Venise
La Fiancée de l'automne
Florence (1898)
Un fort dans le désert
Les Glycines (1922)
Le grand canal de Venise (1895)
The Gust of Wind
The Hake, Evening
Harmonie en bleu (1906)
The Hake, Evening
Hymne à la joie - Beethoven (1906)
Intense bamboo man
Jeune femme
Les Kersas
Le Lac Léman (1925)
Ma Mere Un Soir A Vu La Ville D'Ys (1898)
Marguerite Moreno - Autumn bride
Marocaine Aux Bijoux
Le Marocain ou Le Fanatique (1900)
Masque de Beethoven (1906)
Matin or Les Calanques
Méduse (1897)
Notre Dame de Penmarc'h (1896)
Nu au drap bleu (1930)
Le nu bleu
Ophélie (1900)
Portrait de Femme
Portrait de Georges Rodenbach (1895)
Portrait de jeune fille
Portrait de Pierre Loti or Fantôme d'Orient (1896)
Portrait of a lady
Portrait Of Marguerite Moreno
Portrait of Mlle Carlier (1910)
Procession of the Holy Blood (1930)
Promenade du soir, Maroc (1930)
The Russian
Salomé
Sapho (1893)
Scene in Venice
Le Silence (1895)
Sonate au clair de lune
La Sorcière (1897)
The Temptation of St. Anthony (1896)
Torse de femme vue de dos
Torse de femme vue de face
Tower in Bruges (1930)
Tryptique Beethoven (tre tele, 1906)
Twilight in Marrakesh
The Wisteria Room (1910-14)
Woman in a Lake Landscape - Emmy Fournier
The Young Mother
 

domenica 19 agosto 2012

"Le campane della sera" di Carlos Schwabe

Carlos Schwabe, "Cloches du soir"
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"Cloches du soir" è una tela di Carlos Schwabe, pittore svizzero tra i più rappresentativi della corrente simbolista, i cui temi pittorici molto si avvicinano a quelli di certa letteratura decadente di fine Ottocento. In questo quadro il simbolismo mi pare piuttosto evidente: il suono delle campane è infatti incarnato da angeli (dal volto femminile), che, mentre i rintocchi provenienti dal campanile si susseguono, a mo' di onde sonore si dirigono verso il paese sottostante; anche il movimento che le figure umane fanno con le braccia dimostra ancor di più il propagarsi delle onde sonore. Si tratta di uno dei primi quadri dipinti da Carlos Schwabe, risale infatti al 1891; proprio in quell'anno il poeta belga Georges Rodenbach pubblicò la raccolta "Le Règne du silence", dove c'e un poema intitolato "Cloches du Dimanches" che ai versi 132-133 recita così:


«Bonnes cloches du soir qui sont inféodées
Aux meilleurs souvenirs d’enfance et de regret».

Carlos Schwabe

Carlos Schwabe, "The Death of the gravedigger"


Carlos Schwabe (Altona 1866 - Avon 1926) è stato un pittore simbolista elvetico. Cominciò i suoi studi artistici a Ginevra per poi trasferirsi a Parigi, dove lavorò come disegnatore di carta da parati. Fu nella capitale francese che venne a conoscenza dell'arte simbolista. La sua fama crebbe quando pubblicò, in una esposizione avvenuta al Salon della Rose-Croix nel 1892, la sua originale illustrazione del "Vangelo dell'infanzia". Da questo momento in poi Schwabe cominciò a collaborare, quale illustratore, a varie edizioni librarie di grande prestigio i cui autori rispondevano ai nomi di Emile Zola, Charles Baudelaire, Maurice Maeterlinck e Albert Samain. Nel frattempo aveva cominciato anche a dipingere tele che dimostravano la sua propensione per i temi mitologici e allegorici. Spesso erano immagini di dolore e di morte, quelle dipinte da Schwabe, ma non erano assenti i temi della meditazione e dell'amore. In alcuni quadri appare la moglie del pittore svizzero il quale la prediligeva come modella; colpisce in particolar modo la sua immagine che rappresenta la morte in The Death of the Grave-Digger: tela tra le più famose e inquietanti di Schwabe. Molto affascinanti e, rispetto a quella citata, assai meno crude sono Les Champs-Elysées e Silence Interieur; mentre, un misticismo languido si respira in altri due quadri molto belli: Three Wise Virgins e The evening bells. Ecco infine un elenco delle opere pittoriche più significative di Schwabe.
 
 

Les Champs-Elysées (1903)
The Death of the gravedigger (1895) 
Le Destin (1894)
La douleur (1893)
L'Espérance relevant l'amour blessé
The evening bells (1891)
Le Faune (1923)
Fervaal (1908)
The Jade Ring
Jour de morts
Landschaft (1920)
Maternity (1920)
Medusa (1895)
Nude Amongst Flowers
Pelleas and Melisande
Pommiers Fleuris
The Poet and the Muse of the Ideal
Silence Interieur (1908)
Spleen et Idéal (1907)
Spring
Three Wise Virgins (1907)
La Vague (1907)
Vierge aux Colombes
Vierge aux lys 
The Virgin of the Lilies (1899)
Woman with the Lyre
Young woman in Aesthetic style dress holding a sphere (1894).

venerdì 17 agosto 2012

James Ensor

James Ensor, "Squelettes se disputant un hareng-saur"
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James Ensor (Ostenda 1860 - ivi 1949) è stato uno dei più insigni pittori simbolisti. A diciassette anni s'iscrisse all’Accademia di Bruxelles e vi rimase a lungo (fino al 1880) facendo cogli anni conoscenze artistiche piuttosto influenti. Dopo la prima mostra personale, avvenuta nel 1881, Ensor si dedicò sempre più assiduamente alla pittura con buoni risultati, anche se la svolta della sua carriera artistica sarebbe avvenuta qualche anno dopo (alla metà dgli anni ottanta del XIX secolo) quando il suo stile si volse alle avanguardie e, spiccatamente, al simbolismo. In questo periodo nascono le prime tele che contraddistingueranno il resto dell'attività pittorica di Ensor, quasi tutte invase dai macabri "scheletri" e dalle grottesche "maschere", simboli di una società ipocrita e vuota. Probabilmente questa folla di maschere e di scheletri altro non era che quella dei villeggianti di Ostenda, città natale di Ensor, mai abbandonata dal pittore, al quale certo era quasi impossibile non imbattersi e non osservare questi personaggi che evidentemente non stimava affatto. Come già accennato, lo stile di Ensor non mutò più negli anni, fino alla sua morte, avvenuta proprio ad Ostenda nel 1949. Qui sotto riporto un nutrito elenco di opere pittoriche di Ensor.
 
 
Adam and Eve expelled from Paradise (1887)
L'adoration des bergers (1887)
Afternoon in Ostend (1881)
Astonishment of the Mask Wouse (1889)
Au conservatoire
Azaleas (1928-30)
Bacchanale (1877)
The Banquet of the Starved (1915)
Les bons juges (1891)
Carnaval sur la plage (1887)
Chinoiseries aux éventails (1880)
Le chou (1880)
Le Christ tourmenté (1888)
Christ with the Lame (1880-86)
Une coloriste (1880)
Le Combat
Coquillages (1896)
Le Coup de lumière (1935)
La dame en bleu (1881)
La dame en détresse
La dame sombre (1881)
Le désespoir de Pierrot (1892)
Dunes, sea and boats (1923)
Fall of the Rebel Angels (1889)
Fleurs (1892)
Fleurs et vases chinois (1896)
Flowers and blue vase (1909)
Flowers and Vegetables (1896)
The Garden of Love (1888)
The Garden of the Rousseau Family (1885)
Girl with upturned Nose (1879)
Grey Seascape (1880)
The Intrigue (1890)
Kinderen aan het ochtendtoilet (1886)
The Lady with Red Parasol (1880)
Le lampiste (1880)
La lisière du bois à Ostende (1886)
Masks Confronting Death (1888)
Masquerade (1889)
Masques nous sommes - Masks we are (1901)
Masques regardant une tortue (1894)
Les masques scandalisés (1883)
Les masques singuliers (1892)
Music in the Vlaanderenstraat (1891)
La musique russe (1881)
Nature morte au chou (1921)
Nature morte au géranium (1880)
Nature morte au pot bleu (1890)
Our Two Portraits (1905)
The Oyster-eater (1882)
Les pêches (1890)
Personnages devant l'affiche de "La gamme d'amour" (1914)
Le phare d'Ostende (1885)
Portrait de la mère de l'artiste (1882)
Portrait du père de l'artiste (1881)
La raie (1892)
The Rower (1883)
Self-Portrait with Masks (1937)
The Skate (1882)
Skeletons fighting for the Body of a hanged Man (1891)
Skeletons Warming Themselves
Sloops (1890)
Squelettes se disputant un hareng-saur (1891)
Still Life with chinoiseries (1880)
Still Life with Oysters (1882)
Teatro de máscaras (1908)
Teo Hannon (1882)
Tribulations of Saint Anthony (1887)
La vengeance de Hop-Frog (1896)
The Wait (1882)
The White Cloud (1884)

domenica 13 maggio 2012

"Campo di grano con corvi" di Vincent Van Gogh

Vincent van Gogh, "Campo di grano con corvi"
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"Campo di grano con corvi" è uno dei quadri più belli e più famosi del pittore olandese Vincent Van Gogh. Fu dipinto nel 1890, poco prima dell'autore; molti ritengono che sia il suo ultimo quadro, ma probabilmente non è così. Quando creò questo capolavoro Van Gogh si trovava ad Auvers-sur-Oise, un paese vicino Parigi, in cui viveva anche il dottor Paul-Ferdinand Gachet, amico di Théo, fratello di Van Gogh. Di lì a poco Van Gogh si sarebbe sparato un colpo di pistola che, dopo alcuni giorni di agonia, gli avrebbe causato la morte. Il quadro in questione bene descrive la tormentata personalità del pittore olandese, presentando elementi che indicano pace e serenità (il campo di grano) ed altri che, al contrario, mostrano un presentimento di sventura (il cielo cupo e i corvi).

sabato 12 maggio 2012

"L'isola dei morti" di Arnold Böcklin

Arnold Bocklin, "L'isola dei morti"
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"L'isola dei morti" è certamente il quadro più famoso del pittore simbolista elvetico Arnold Böcklin (1827-1901). Ne esistono cinque versioni eseguite tra il 1880 ed il 1886 che mostrano delle differenze piuttosto marcate tra di loro, in particolare per quello che riguarda lo sfondo e i colori predominanti. A mio avviso la versione migliore è la terza (del 1880) che è anche quella più conosciuta e stimata.
Böcklin non volle mai esporre il significato di questa tela quantomai misteriosa, le sole parole attribuitegli al riguardo sono le seguenti: «Un'immagine onirica: essa deve produrre un tale silenzio che il bussare alla porta dovrebbe fare paura». Esistono però delle considerazioni che riguardano il luogo dove il pittore svizzero trasse l'ispirazione per il suo capolavoro: c'è chi afferma che Böcklin fosse a Ponza quando iniziò a dipingere "L'isola dei morti", ma è molto più probabile, anche osservando attentamente l'opera, che il punto di riferimento fosse il "Cimitero degli Inglesi" di Firenze, tanto più che Böcklin passò molti anni della sua vita proprio nel capoluogo toscano.
Il quadro possiede un fascino non comune legato al profondo mistero che racchiude; di derivazione chiaramente simbolista, "L'isola dei morti" mostra alcune delle peculiarità fondamentali presenti nell'opera pittorica di Böcklin: luoghi isolati circondati da acque, cipressi, porte incastonate nella roccia, figure enigmatiche avvolte in manti, atmosfere lugubri e funebri, tombe ecc.
Molti artisti rimasero colpiti dal dipinto: specificatamente in Italia, il poeta Giovanni Camerana scrisse una serie di sonetti intitolati "Ad Arnoldo Böcklin" in cui si descrive proprio "L'isola dei morti".